Se la politica finisce tra i rifiuti

di Franco Arminio. Oggi il governo annuncerà le sue decisioni sull’immondizia. Non aspettatevi miracoli, non ce ne saranno. Ancora una volta avremo un piano arronzato, qualcosa di quello che sarà annunciato sarà fatto, il resto rimarrà sulla carta. La danza macabra sui rifiuti è destinata a continuare ancora a lungo. Oggi la Campania è il luogo più malato di tutto l’occidente e non solo per i rifiuti in mezzo alle strade. Il paradosso è che adesso si chiede la guarigione a un medico che è lui stesso malato. Non siamo nella realtà, ma in una gigantesca fiction che di puntata in puntata ci ripropone sempre gli stessi protagonisti. In questi giorni sta avvenendo una cosa molto pericolosa: i cittadini si stanno congiungendo nello squallore alla politica. Chi brucia i campi rom, chi brucia i cassonetti, chi porta in strada una busta con venti bottiglie di plastica senza preoccuparsi di piegarle, ecco i delitti piccoli e grandi di una popolazione che somiglia sempre più a un esercito in rotta.

Nei palazzi della politica un manipolo di miserabili cerca tutti i modi per restare a galla. Al momento non c’è nessun partito sulla scena, nessuna passione civile. La regione Campania è letteralmente un cassonetto, abitato da gente andata a male, ratti, iene, gatte morte. Intorno a questa gente ancora vive un popolo di portaborse, di fantasmi, di larve, di ectoplasmi: è un’arca di Noè dell’intrallazzo, dove la camorra d’ufficio si congiunge alla camorra del crimine e non si sa chi fa più danno.

In un panorama di questo tipo è difficile per le persone sensibili, per gli onesti, per i volenterosi, trovare il filo di un’azione politica utile. Mancano i luoghi. Dove ci sono i paesi mancano i paesani. Dove ci sono i paesani mancano i paesi. Atripalda, Avellino, Giugliano, Acerra, Caserta, Afragola… ovunque in fondo è lo stesso panorama di automobili e palazzi e immondizia. Un panorama in cui sembra non esserci più spazio per niente. Il territorio della nostra regione, se si escludono le montagne, ormai è un’unica grande discarica.

Dopo la sceneggiata odierna il governo tornerà alle sue solite stanze e ai suoi soliti riti. E intanto i contadini di Savignano e Sant’Arcangelo Trimonte accoglieranno la merda di tutti. I paesi più affranti, più sperduti saranno le vittime di questa penosa stagione che passerà alla storia come la stagione dell’immondizia.

Una Risposta a “Se la politica finisce tra i rifiuti”

  1. lorenzo Dice:

    Dopo la sceneggiata odierna il governo tornerà alle sue solite stanze e ai suoi soliti riti. E intanto i contadini di Savignano e Sant’Arcangelo Trimonte accoglieranno la merda di tutti. I paesi più affranti, più sperduti saranno le vittime di questa penosa stagione che passerà alla storia come la stagione dell’immondizia.

    Come non essere d’accordo con le riflessioni amare di Franco Arminio.
    Aggiungerei che a lor signori non basteranno solo Savignao e Sant’arcangelo Tromonte, ma sicuramente aggiungeranno altro………….formicoso…………perchè da sempre Napoli decide e le zone intrene pagano, già Rossi Doria acutamente anticipò la teoria della pola per la costa e dell’osso per le zone interne, nel frattempo c’ è stato il colera del 1974, il terremoto del 1980, la stagione della ripresa agli inzi degli anni ‘90 e la ricaduta nei rifiuti. In tutto questo tempo le furbizie del capoluogo e dei suoi sindaci non si elenca più sono innumerevoli e penose; e così glia ltri pagano solo per il fatto di essere nella stessa regione. Allora anche in irpinia padroni in casa propria: ciascuna provincia smaltisca i propri rifiuti.

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