Intervista di Gianluca Galasso da Il Mattino (foto: C. Bellabona). Il candidato al Senato nella testa di lista del Partito democratico, Enzo De Luca, traccia un bilancio della campagna elettorale che volge al termine. Senza trascurare l’argomento delle accuse che gli sono piovute addosso e il ruolo «ibrido» di consiglieri e amministratori, a vari livelli, in campagna elettorale. Onorevole De Luca, la maggior parte degli amministratori irpini è rimasta nel Pd dopo l’uscita di De Mita. «É vero. Pochi hanno fatto prevalere calcoli tattici, di mera conservazione della poltrona. Tutti gli altri continuano a costruire il progetto del Pd. Oggi la condizione è mutata: è finita l’era di padroni e coloni». Quale consuntivo di campagna elettorale? «Riporto un dato: in quasi trenta giorni ho percorso ottomila chilometri, in Irpinia e nel resto della Campania, con ben 108 tappe. Ma sono soprattutto l’entusiasmo e la straordinaria partecipazione che mi hanno colpito. È la prova della consapevolezza maturata nella società, a partire dai giovani, rispetto alla necessità di rendersi protagonisti per inaugurare la nuova stagione dei doveri di cui parlava Moro» In questi ultimi giorni lei è stato bersaglio di pesanti critiche. «Evito di farmi trascinare nelle beghe. Io ho un’altra civiltà, un’altra storia. In ogni caso, non rinnego nè i rapporti politici, nè quelli umani. Ma pretendo rispetto per me e per tutti coloro che militano nel Partito democratico. Non si accusa chi ha deciso di continuare sulla strada di un percorso intrapreso. Al contrario ha tradito chi non aveva un progetto per l’Irpinia ma solo per se stesso. Non si rinnega, dalla sera alla mattina, ciò che si è fatto, un progetto avviato, sul quale si è raccolta l’adesione di migliaia di cittadini». Oltre che da De Mita critiche le sono giunte anche da Pionati. «Qualcuno dice che non mi conosce e non mi capisce? É evidente che una persona che va prima a Roma, poi in Puglia, e poi si mette in lista con Cuffaro in Sicilia, la sua terra neanche la riconosce più». Altre puntualizzazioni? «Mi auguro che tra consiglieri e assessori della Regione Campania ci sia maggiore trasparenza rispetto alle scelte politiche. E noto che alcuni amministratori, qui, fanno il doppio gioco e mi dicono o mandano a dire: «Ci vediamo dopo il 15 aprile». A costoro rispondo: «No, non ci vediamo». Non li vogliamo, non vogliamo il loro sostegno». Il primo impegno da senatore? «Contribuire a modificare quest’assurda legge elettorale. Per l’Irpinia mi farò sostenitore della legge che tuteli i piccoli comuni. Eppoi, lavorerò per rafforzare il raccordo tra i vari livelli istituzionali». Che altro? «Continuerò ad attivarmi per la tutela della legalità e a sostenere l’azione a favore della sicurezza sui luoghi di lavoro».




